Body? Positive!

Breve introduzione al movimento Bodypositive

Da Incontrada a Cosmopolitan, da Vogue a Botteri, passando per TEDx Talk, libri, podcast e articoli, il movimento Body Positive sembra – ed era ora ! – iniziare a farsi strada anche nel nostro stivale.

Patria della Fashion Week e regina incontrastata dei dictat assoluti per quanto riguarda il campo della moda e dell’estetica in generale, l’Italia è da considerarsi terreno di brand tra i meno inclusive dal punto di vista corporeo.

Cosa vuol dire, dunque, “ Bodypositive ” e da dove nasce questo termine? Il “ Bodypositive ” è un vero e proprio movimento sociale nato intorno al 2010 ad opera di un gruppo di donne statunitensi, prevalentemente di colore, particolarmente attive sui social media ed impegnate sul fronte della lotta al bullismo e a qualsiasi forma di discriminazione. Un movimento nato dal “basso” in apparenza, quello del pensiero Bodypositive, ma che trova le sue radici più profonde all’interno delle filosofie dell’inclusione e delle teorie del diritto di genere, volto a proteggere le categorie più “fragili”.

Come non parlare di fragilità, del resto, quando si nomina il corpo?

Un corpo – specie (ma non solo !), quello femminile – da sempre vittima di sguardi inquisitori, provenienti da un’alterità radicale e giudicante. Un Altro-nemico che ci scruta e ci valuta in base al nostro grado di omologazione rispetto a standard imposti dall’esterno, decisi a tavolino in modo totalmente irrazionale.

Proprio contro questa pulsione coercitiva di livellamento, il movimento del Bodypositive invita tutti noi ad abbracciare la forma più alta di ribellione e a compiere un “gesto radicale di amore e cura verso sé stessi” (Sophie Benson) e verso gli altri: accettare completamente i nostri corpi e i corpi degli altri.

Una forma di inclusione e di rispetto che va al di là dello slogan perbenista, della mera questione estetica o della banalizzazione da hashtag su instagram, ma che ci riguarda nel profondo come esseri umani, tutti facenti parte della medesima comunità, tutti profondamente diversi, eppure tutti accomunati dalla stessa vulnerabilità, in quanto esseri non solo fallibili, ma mortali.

Il Bodypositive è il movimento di tutti i corpi. Quelli magri, quelli grassi, quelli muscolosi, quelli esili, quelli privi di una gamba o di un braccio, tutti degni dello stesso rispetto, tutti titolari degli stessi diritti, tutti validi nella loro preziosa, umanissima, unicità.

Articolo originariamente pubblicato in cartaceo su

Il Mondo che c’è

l tema della bodypositivity e il movimento Body Positive (così come quello della fat acceptance, di cui parlerò prossimamente), sono temi che mi stanno particolarmente a cuore, come professionista e come donna.

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